Ogni desiderio esaudito suscita subito di desideri nuovi. Secondo alla leggenda anche Adamo ed Eva erano cacciati fuori del paradiso a causa dei loro desideri temerari. La stessa cosa quasi sarebbe accaduta anche al nostro amico Enrico.
Era un bel giorno estivo. Una brezza leggera spingeva nuvole bianche in cielo. Un ruscello attraversava mormorando i prati davanti a una collina dove si alzava un melo antichissimo. La sua corteccia era screpolata e la sua chioma offriva ombra. Là sopra nell’ombra del melo Enrico era sdraiato, le sue braccia incrociate sotto la testa. Stanco di giocare sul ruscello era perso nei suoi sogni. La luce del sole scintillava tra il fogliame e solleticava suo naso. Tra le foglie luccicavano le mele non ancora mature, ma la loro quantità prometteva un raccolto ricco. Enrico tentò di contarle ma non riuscì, perché erano più che i suoi dieci diti. Gli venne l’acquolina in bocca. L’afa gli aveva messo sete. Pensò che le mele avrebbero potuto aiutare. Si alzò sulle punte dei piedi e scosse i rami del melo. Una delle mele cadde giù nell’erba. Enrico la raccolse e diede un morso. La mela era bacata e marcia.
Il vecchio melo aveva osservato ciò che era successo. Una brezza agitò su fogliame e il bambino lo sentiva sussurrare: “I frutti maturati prematuramente sono bacati e marci. Ogni cosa nella vita ha il suo momento giusto”.- Enrico si meravigliava, poiché non aveva pensato che il melo sapesse parlare. Stava zitto e ascoltò ogni parola quando il melo continuò: “Trattièni i tuoi desideri, poiché il loro arrivo anticipato spesso fa delusione”. - Il melo ammutolì. Enrico si fu addormentato. Attraverso delle palpebre degli occhi chiusi penetrava una luce pallida. Da questa luce venne una fata bellissima e bisbigliò sottovoce: “Enrico, ti concedo tre desideri che si avvereranno. Riflette però con cura, poiché la tentazione è forte e talvolta tutti i desideri sono perduti prima che te lo aspetti”. Dopo aver detto queste parole, la fata sparì.
Enrico rifletteva: Da molto tempo invidiò su fratello più vecchio per essere scolaretto. Il decide, che andare anche a scuola. Come promesso, il desiderio si realizzò presto. Era deluso. Fuori faceva sole. Enrico stava seduto nella classe e sudava. Aveva nostalgia del prato verde e il ruscello gorgogliando. Si confortò. Ancora due desideri erano d’avanzo. Appoggiò la sua testa nelle mani e riflesse che la vita del suo insegnante sia invidiabile. Colui era sempre allegro e pareva di sapere tutte cose che l’uomo doveva sapere. Enrico desiderò perciò, che gli anni della scuola passassero e lui invece dell’insegnante insegna i bambini. Anche questo desiderio si realizzò presto. Adesso lui doveva insegnare ai bambini leggeri e scrivere e tutto quello che non ancora sapevano. Sfortunatamente però, lui stesso non sapeva le cose che dovette insegnare. Gli scolari perciò, avidi di apprendere, gli facevano situazioni terribili con le loro domande. La pena lo faceva pensare a suo nonno. Il nonno era sempre di buon umore, sapeva raccontare tante storie allegre e pareva d’essere molto contento di sua vita. Enrico voleva essere come il nonno. Il desiderio, appena pensato, fu realtà. Adesso, stava sedendo sulla panchina davanti alla casa e ammiccava con gli occhi sotto la luce del sole. Sentiva il caldo fare del bene ai suoi membri vecchi. Quando però si alzò, doveva appoggiarsi su un bastone. Ogni passo riusciva difficile a lui. Cercava nella sua testa e sperava di farsi venire una storia interessante. Lassù era nulla, perché le storie che il nonno aveva raccontato avevano maturato durante molti anni quando quello aveva osservato la vita.
Com’è andata la cosa? Enrico si ricordò delle parole del melo, chi aveva detto che ogni cosa nella vita ha il suo momento giusto. Evidentemente però, non un cammino conduceva indietro ai suoi giorni felici. I tre desideri erano perduti. Come possibile solamente nelle favole però, la fata apparve di nuovo, lo toccò con il suo bastone di magia, ed Enrico si svegliò di suo sogno. Saggio per esperienza programmò di custodire i suoi desideri e serbarsi i suoi sogni fino a quando il momento giusto sarebbe venuto.
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Published on e-Stories.org on 10/16/2007.
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