Antonio Justel Rodriguez
MEZZANOTTE
…mentre la notte e la luna volano sulla terra e sul mare,
sulle strade, sui cimiteri, sulle montagne vicine
e sulla città in fiamme,
io piango;
…dopo aver guardato e guardato – i miei occhi devastati contro il cielo –
dopo un po' ho condiviso la morte con coloro che piangono,
con coloro che tengono la vita come un respiro autunnale davanti alla finestra,
dopo un po', dico, relativamente comprendo il mio pianto infondato,
la grandezza e la profondità della mia forza e gli dei sulle mie ossa addolorate;
…perché la notte è, tuttavia, bella come un tamarindo in fiore,
ed entusiasta e serena come una barca a vela che entra in tutti i porti aperti
del mio respiro;
…non sapevo che i miei occhi contenessero così tante macchie lunari
né così tante rondini che nascondevano il sole; Non sapevo che questa notte sarebbe giunta
a perseguitarmi da sempre, non solo con la desolazione,
ma con l'ineffabile vino di questa gioia tesa e vera;
…le luci della città tremolano e mi toccano,
il mare e il tempo mi toccano, questo istante mi tocca,
che i miei occhi afferrano e trattengono;
…come se nulla stesse accadendo nel cuore della notte;
come se ossa ferite e rotte come le mie non tremassero al suo interno.
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Antonio Justel
https://antoniojustel.com
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Published on e-Stories.org on 02/25/2026.